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Vivere tra le rovine sembra essere un paradigma che va ben oltre i limiti delle aree devastate dalle guerre… Le metropoli contemporanee, soprattutto, ne sono il principale testimone. Quali sono a tuo parere gli strumenti (politici, etici, estetici…) che possono contribuire a vedere nella vita tra le rovine qualcosa di >…

Il testo qui riprodotto è il foglio di sala relativo alla mostra ilmondoinfine: vivere tra le rovine (Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, Roma, 13 dicembre 2018 / 23 gennaio 2019).  Da dove si comincia in una mostra che, esattamente come il tema di cui parla, non ha un >…

Il testo che segue è stato discusso e presentato dall’autrice nell’ambito della tavola rotonda Reincantare il mondo: verso un’ecologia dei fantasmi (ilmondoinfine: vivere tra le rovine, Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma 13 dicembre 2018 / 23 gennaio 2019).  1. Il ragionamento che proverò a sviluppare ha due punti >…

Il testo che segue è stato discusso e presentato dall’autore nell’ambito della tavola rotonda Reincantare il mondo: verso un’ecologia dei fantasmi (ilmondoinfine: vivere tra le rovine, Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea, Roma 13 dicembre 2018 / 23 gennaio 2019). Per uno strano ribaltamento delle cose, ciò di cui i >…

Disponibile in traduzione italiana il volume di Jacques Rancière, Lo spettatore emancipato (DeriveApprodi, pp. 176, edizione a cura di Diletta Mansella), del quale anticipiamo un estratto. Queste opposizioni – guardare/sapere, apparenza/realtà, attività/passività – definiscono una divisione del sensibile, una distribuzione a priori delle posizioni e delle capacità e delle incapacità >…

Un estratto dalla postfazione a Lo spettatore emancipato di Jacques Rancière, edizione a cura di Diletta Mansella (DeriveApprodi 2018).  Che l’estetica si occupi di finzioni prodotte dal lavoro delle arti, è un’evidenza, invece, che la politica si fondi sulla finzione è una tesi coraggiosa, sotto certi aspetti provocatoria in un >…

I.B. – Perché un festival dedicato alle dissonanze nel contesto della biennale nomade europea di Manifesta, che nel 2018 si tiene a Palermo? Questa colonna sonora di una serie di attività cominciate ma mai completate è un indicatore del nostro tempo, forse più rilevante delle interfacce di immagini che vediamo >…

Una delle cose che ricordo con più piacere di quand’ero bambina è la felice concessione che ci fece mia madre, permettendo a me e mio fratello di poter disegnare sui muri. Lo stimolare quel desiderio atavico di imbrattare una parete non era a mio avviso solamente l’anticonformismo di una simpatizzante >…

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