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Coup de dés

Che l’onestà sia una virtù, chi mai lo negherebbe? E che la corruzione in politica sia un problemaccio serio, come se ne potrebbe dubitare? Ci vogliono tempo e costanza e cecità per rendere controproducenti campagne tanto ovvie, dannosa l’invocazione di obiettivi tanto indiscutibili. In Italia è capitato. Da noi la >…

La brutta notizia è che a scegliere la scissione sia stato Renzi. Un po’ di decoro contro l’arroganza padronale con cui il segretario (ma sarebbe meglio chiamarlo amministratore) ha sempre gestito il partito (ma sarebbe meglio chiamarlo sciagura) non avrebbe fatto male a questa storia. Non avrebbe fatto male alla >…

I dati: lo scontro nel Pd è ferocissimo; le elezioni non sono quasi una ipotesi praticabile perché c’è la pronuncia della Consulta e tra una cosa e l’altra si arriva ad aprile; le dimissioni di Renzi sono l’unico modo che aveva per fingere una dignità che non ha; l’attaccamento di >…

Non è un caso che il ritorno di un po’ di politica in Italia, del senso di un campo di forze tra le quali scegliere, sia coinciso con il referendum di oggi, esercizio diretto di democrazia dove il cittadino interviene, senza mediazione partitica, sul contenuto di una riforma costituzionale. Ci >…

Gli asini che volano. Le balene Moby Dick da arpionare. Trump alla Casa Bianca. Siamo entrati nell’era dell’impossibile. Nei giorni in cui tutto può accadere. Anche che un razzista giudicato fanatico persino dai repubblicani americani, dai conservatori del principio «se sei povero, per favore, in nome della libertà muori in >…

Poco alla volta cominciamo a capire che il capitalismo democratico perde energia e futuro, forse perché alla lunga la democrazia non può convivere con il capitalismo  Nei decenni culminanti della modernità considerammo il Nazismo un fenomeno estinto, passato, cancellato dalla storia. Per tranquillità lo definimmo Male Assoluto, e non se >…

Non voglio qui tornare sui ballottaggi comunali italiani né valutare gli effetti del Brexit, mi limito a indicare un tratto comune nei commenti, cioè l’accusa di populismo mossa indiscriminatamente ai vincitori di entrambi e la complementare (auto)descrizione favorevole dei perdenti – dove quell’(auto) segnala l’immedesimazione dei commentatori in un’aristocrazia fichissima >…

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