Marxist Temporalities

L’alternativa allo stato di cose presente

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Antonio Della Guardia, Untitled (general resistance syndrome), intervento pittorico site-specific – Veduta dell’allestimento «Index», Studioconcreto, Lecce, 2018.

La logica neoliberale del there is no alternative e l’idea della «fine della Storia» hanno costituito, in questi decenni, una cappa ideologica de-politicizzante. Per uscire da questo blocco, è forse utile riflettere sulla concezione della storia espressa dalla dottrina capitalistica oggi vigente: una storia universale, unilineare, stadiale, marcata dalla distinzione gerarchica ed eurocentrica tra «sviluppo» e «sottosviluppo» e, di concerto, una temporalità arroccata nel «presente» e intenzionata a non concedere nulla tanto al passato, quanto al futuro. Per scardinare questo impianto teorico, può essere utile riflettere su modelli differenti di storicità e di temporalità che sappiano mettere in rilievo la presenza di differenti storie – e dunque l’impossibilità di una fine unica della Storia – e, soprattutto, l’intreccio di diverse temporalità. L’alternativa allo stato di cose presente esiste «fuori dalla storia» nelle temporalità plurali che si incrociano nelle diverse congiunture. Obiettivo di questi interventi è precisamente mostrare la fecondità del tema della «temporalità plurale» in alcuni autori della tradizione marxista. Questo Focus nasce dalla quindicesima conferenza di Historical Materialism tenuta a Londra (8-11 novembre 2018), in particolare da un panel dedicato al tempo. [Elia Zaru]

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