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Coup de dés

Quando avevo cinque anni abitavo con mia madre, con un pappagallo di nome Mozzarella, con delle balene di un documentario in vhs. Con noi c’era anche Franco Battiato. Stavamo in una mansarda che sembrava parlasse solo al cielo, a volte arrivava mio nonno con la pasta fresca, ma di lui >…

«Tra i tormenti giovanili c’è soprattutto l’omosessualità». Si è tentato di rileggere la frase varie volte, cercando anche di prendere una distanza emotiva dal gelido stupore che essa imprime. Ma niente, l’atmosfera di reazione e ottusità non si dirada, non stinge. L’articolo è a firma Marco Cicala, che non scrive >…

Quando la legalità non coincide con la giustizia saltano gli assiomi delle democrazie e il clima si fa pericoloso. Sono incongruenze gravi e feroci, che colpiscono vite dedicate a politiche sociali, a costruzioni di decoro nei quartieri, perché il decoro non è la legge di chi ha ma, è la >…

In una futuristica, eppure realistica, pluralistica, libertaria e solidale, «città ideale», le istanze di Metropoliz città meticcia e del suo Museo dell’Altro e dell’Altrove potrebbero essere terreno di una nuova immaginazione costituzionale, per tenere insieme la tanto vagheggiata «rigenerazione urbana», con valorizzazione eco-sociale della rendita immobiliare, libera intrapresa architettonica e >…

Che una amministrazione rivendichi in piena pandemia come un successo lo sgombero  di un posto che creava incontro, cultura, mutuo aiuto, di un posto che era l’anima di un quartiere organizzando sport a prezzi popolari, doposcuola, corsi di educazione ambientale, è una di quelle vicende che confina con l’orrore di >…

Lavorando al mio film Asmara, Eritrea (2007) mi sono trovata spesso a riflettere sulla poca informazione che gli italiani hanno del proprio passato coloniale. Mi stupivo di come, anche in Eritrea, ci fosse un divario molto profondo tra il ricordo dei discendenti dei coloni e il racconto del passato che >…

Diciannove anni dopo Genova, quando dicemmo «un altro mondo è possibile», qualcuno a Minneapolis ha scritto su un muro «Another end of world is possible». Credo che solo a partire da questo sentimento la soggettività contemporanea può essere interpretata, e se possibile, orientata. A Genova ci prendemmo tutti uno scago >…

Il senso di un rimosso collettivo è sempre seduto al tavolino dei nostri bar, nella estate del 2020. È sdraiato sulle spiagge del mediterraneo, tra le montagne degli appennini, sosta nei nostri occhi confusi, nei nostri gesti ordinari, riformulati senza rumore per adeguarsi al non senso delle ordinanze regionali. I >…

Una lettera di un medico ai suoi medici, nel cuore del centronord colpito dall’emergenza epidemiologica. Frammento di un epistolario che spiega bene di quanto sia difficile restare calmi mentre tutti intorno fanno rumore, per non dover sventolare mai sul ponte della nostra umanità una bandiera bianca. Ravenna 24 Maggio 2020 >…

We are at war. There’s no politics Governatore di New York, Andrew Cuomo  La cultura moderna occidentale si basa sulla conquista, sul desiderio della dominazione e addomesticamento della natura da parte di un individuo per così dire astratto dal proprio contesto. Il soggetto contemporaneo è indipendente da ciò che lo >…

La quarantena si divide in epoche geologiche. Quando è iniziata, milioni di anni fa, abbiamo trovato nelle nostre case tesori inesplorati, siamo persino stati un po’ euforici per questa vita autarchica, dove dipendevamo solo da noi stessi. La nuda vita, ci piaceva dire scoprendo la prepotenza della primavera. La sospensione, >…

Per riprendere come termine di paragone iniziale alcune formulazioni di uno studioso certamente attento a tutte quelle nefaste modalità d’impiego del «nostro» presente che hanno come obiettivo quello di ipotecare il futuro (Edgar Morin), cioè di de/finirlo, il nostro seminario di studi si articola invece sulla base della convinzione che >…

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