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Il maestro ignorante

Prima di diventare palese negli anni a cavallo del ‘68, la convinzione che la creatività potesse costituire uno strumento di lotta e di trasformazione della realtà si era già affermata in Occidente nei rispettivi campi dell’arte e della politica. Difatti, se visto in prospettiva, non è chiaro che cosa rappresenti >…

Disponibile in traduzione italiana il volume di Jacques Rancière, Lo spettatore emancipato (DeriveApprodi, pp. 176, edizione a cura di Diletta Mansella), del quale anticipiamo un estratto. Queste opposizioni – guardare/sapere, apparenza/realtà, attività/passività – definiscono una divisione del sensibile, una distribuzione a priori delle posizioni e delle capacità e delle incapacità >…

Un estratto dalla postfazione a Lo spettatore emancipato di Jacques Rancière, edizione a cura di Diletta Mansella (DeriveApprodi 2018).  Che l’estetica si occupi di finzioni prodotte dal lavoro delle arti, è un’evidenza, invece, che la politica si fondi sulla finzione è una tesi coraggiosa, sotto certi aspetti provocatoria in un >…

Per gentile concessione dell’editore pubblichiamo un estratto da L’insorto del corpo. Il tono, l’azione, la poesia. Saggi su Antonin Artaud (ombre corte, 2018). Come più volte dichiarato ho quasi tutti i libri di Artaud ma non ne ho mai letto uno. Dei libri belli bisogna avere il coraggio di fidarsi, >…

La formazione storico-artistica di Teresa Macrì va di pari passo con la sua formazione personale e politica – «il personale è politico», si diceva ai tempi della sua giovinezza, aforisma sul quale, nel corso dei decenni, non sembra aver cambiato idea e che nelle stesse pagine di Fallimento (Postmedia books, 2017) >…

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