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Aura

I.B. – Perché un festival dedicato alle dissonanze nel contesto della biennale nomade europea di Manifesta, che nel 2018 si tiene a Palermo? Questa colonna sonora di una serie di attività cominciate ma mai completate è un indicatore del nostro tempo, forse più rilevante delle interfacce di immagini che vediamo >…

Che l’Europa, per esistere come spazio politico, debba reinventarsi è un assunto difficilmente contestabile, se non a partire da un’idea mortifera che l’ha condannata in questi anni a essere un territorio sempre più diviso e povero, assediato e strangolato dalle politiche monetarie delle banche internazionali. Che questa reinvenzione debba passare >…

Una delle cose che ricordo con più piacere di quand’ero bambina è la felice concessione che ci fece mia madre, permettendo a me e mio fratello di poter disegnare sui muri. Lo stimolare quel desiderio atavico di imbrattare una parete non era a mio avviso solamente l’anticonformismo di una simpatizzante >…

La scienza entra nel mondo dell’arte, e viceversa, il mondo dell’arte buca i territori della scienza. Donato Piccolo questo l’ha compreso. Il suo ruolo, come artista, è da sempre quello di svelare ciò che Mark Forsyth definisce L’ignoto ignoto: ciò che sappiamo di non sapere. Da questo incontro tra arte >…

Si sottovaluta la poeticità di questi tempi. Se ne sottovaluta la trama delicata, spaesata, che non si posa. È discreta la luccicanza nelle opere di Andreas Zampella, giovanissimo artista che popola con grazia la scia di quel rinascimento napoletano che attorno al Madre, alla Fondazione Morra, attorno alle visioni di >…

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