Rachele Borghi

Sono una transfemminista, donna cisgenere, europea, del sud dell’Europa, emigrata in Francia, bianca italiana (quindi piuttosto trash), non eterosessuale, lesbica queer con un posto fisso e anni di precariato accademico alle spalle, geografa, di lingua genitoriale italiana, no english speaker. Lavoro come professora all’università, quindi il mio impegno femminista per la creazione di un mondo antioppressivo, antiautoritario, anticapitalista, antifascista, antisessista, anticlassista, antiagista, antiabilista, antispecista si concentra principalmente nel contesto accademico. È questo il mio spazio di riferimento, lo spazio del mio quotidiano, quindi quello privilegiato da dove cominciare a cercare di cambiare il mondo.

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Un’anticipazione dal libro Decolonialità e privilegio. Pratiche femministe e critica del sistema-mondo (Meltemi editore, 2020, pp. 266) di Rachele Borghi. L’entrata in uso negli anni Ottanta del termine postcolonia­lismo non ha contribuito a fare chiarezza. Il prefisso post, nonostante non avesse un valore temporale ma andasse piuttosto ad indicare il >…

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