Mangiare bene, mangiare insieme

Un almanacco alimentare con stile

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Fiamma Montezemolo, The American Dream (2012).

L’immanenza, come ambito eletto dell’agire, è la rivendicazione di una sovranità sul proprio presente. Perimetro ampio di intervento che riguarda direttamente le molteplici forme di vita che possiamo (dovremmo) costruire per la possibilità comunitaria di vivere una vita degna: la biopolitica non è altro che il paradigma di ogni rivendicazione sull’ingerenza fin nelle viscere di leggi (come quelle del mercato) per loro natura subordinate al rispetto che si deve al giorno che ci è dato attraversare.

Nel famoso proclama di Feuerbach, «l’uomo è ciò che mangia», si ritrova la complessità di un programma politico ambiziosissimo negli anni in cui il tempo di ognuno scorre ad altezza di verme, tra le precarietà esistenziale, i dispositivi della paura e quelli del rancore. Tutti elementi che concorrono al disciplinamento delle esistenze. Porre al centro delle proprie esistenze la qualità della loro materialità è allora, senza dubbio, un obiettivo politico.

Mangiare bene, mangiare insieme. È questo il grande programma di sovversione che un libro-ricettario, Almanacco alimentare 2019, giorno per giorno un anno di ricette, di Marco Consentino, Alessandra Gigli, Luca Piretta (Cairo editore, 2018), propone con dettagliata cura dei particolari. Ogni giorno ha una ricetta, che si consiglia di preparare assieme, ricordando che il cibo è un rito magico per le confidenze che è capace di suscitare, la cultura che è in grado di attivare, la capacità ulteriore che ha nel diventare sbarramento al mondo dell’efficienza. Innanzitutto perché è un rito lento, che prevede i tempi di attesa delle cotture e quelli preparatori della spesa da fare. Implica poi, come dettagliato nelle prime pagine, la necessità di fornirsi di attrezzi specifici elencati con elegante pignoleria (magari si trovasse un manuale corrispondente su come apparecchiare una militanza rivoluzionaria!) e accompagnati persino da una celata spiegazione dell’uso.

Poetica è la parte dedicata alla dispensa. Un esame mite delle risorse necessarie, dei bisogni primari, in cui si fa il bilancio delle proposte in circolazione per mondarne l’aspetto modaiolo e restituirci l’identità dell’ingrediente base. È una parte nitida come le belle giornate d’autunno, sembra di sfogliare un album di famiglia: lo zucchero, l’aglio, la cipolla, il tonno sott’olio, e viene in mente una poesia contenuta in un libro-cofanetto edito dalla casa editrice «Il filo di partenope», Cum grano salis, nel quale vengono raccolte le illustrazioni di una poesia che è epigrafe e dichiarazione di poetica: «il pane, l’olio, il sale, il vino: la vita».

C’è qualcosa di militaresco invece nelle «regole del frigorifero» e nelle «regole del congelatore», indicazioni precise sui gradi, sulla manutenzione. Sconsigliato agli anarchici della conservazione, ai bohemienne della programmazione, questa sezione sarà invece di conforto ai leninisti del pasto, che troveranno in questi pensieri un modo di placare le ansie da disorganizzazione strutturale capace di alterare la concatenazione precisa che la realizzazione di un pasto esige.

Che non sia un libro per pitagorici è abbastanza chiaro: sono tante le ricette di pesce e di carne, nessuna considerazione per la metempsicosi. Invece è un libro per gli epicurei, anche per quelli in incognita che sanno trovare la delicatezza della vita nel bicchiere di vino che si sorseggia parlando mentre qualcuno apparecchia la tavola e qualcuno taglia il pane. Epicurei raffinati, capaci di capire che la luciferina estasi di una sera non potrà mai darci tanto quanto il talento di sapersi andare a cercare il bello e il buono in ogni giorno dell’anno. Come ci chiede di fare l’almanacco.

 

L’almanacco verrà presentanto venerdi 26 ottobre alla Libreria Passaparola, via Balduina 122

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