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Migranti

Nessuna teoria può crescere senza incontrare un muro. E ci vuole una pratica per aprire una breccia in quel muro. G. Deleuze, Intellettuali e potere  Qualche giorno fa, appariva un ottimo e snello intervento di Giovanna Ferrara riguardo la partenza della nave Mediterranea. Ed è proprio dal principio del suo >…

Pubblichiamo una conversazione tra Anna Cestelli Guidi e Dias&Riedweg in occasione delle due mostre personali al Macro Testaccio e all’Auditorium – Parco della Musica Roma, (dicembre 2017 – Gennaio 2018). A: Vorrei cominciare dall’enigmatico e poetico titolo della mostra al Macro: «Other Time Than Here. Other Place Than Now» (Un >…

Proponiamo qui un’anticipazione dal libro I confini dell’inclusione(DeriveApprodi, 2018), che verrà presentato Mercoledì 27 giugno alle ore 18.00, presso l’area dibattiti dell’IFEST 2018 — Ponte Nomentano Roma. Intervengono i curatori del volume Maurizia Russo Spena, Enzo Carbone, Enrico Gargiulo, Miguel Mellino (Università l’Orientale di Napoli), Giuseppe Faso (insegnane e scrittore). Modera Giuliano Santoro >…

Che l’Europa, per esistere come spazio politico, debba reinventarsi è un assunto difficilmente contestabile, se non a partire da un’idea mortifera che l’ha condannata in questi anni a essere un territorio sempre più diviso e povero, assediato e strangolato dalle politiche monetarie delle banche internazionali. Che questa reinvenzione debba passare >…

La Galleria Rossmut di Roma ha ospitato la prima personale in Italia di Carlos Martiel (L’Avana, 1989), a cura di Diego Sileo, curatore del Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano e profondo conoscitore dell’arte cubana. La mostra ha raccolto la documentazione fotografica e i video che mostrano alcune sue performance realizzate >…

Il nostro corpo non è innocente. Una delle peculiarità del potere moderno è stata quella di farsi carico dei corpi dei cittadini, di plasmarli e modellarli a proprio piacimento, dunque sarà necessario accordare maggiore attenzione all’esame della categoria della corporeità. Sarà inoltre necessaria una riflessione intorno lo spazio in cui >…

Appare davvero difficile non vedere la narrazione di Fuocoammare come qualcosa di diverso da quel lungo festival di vittimologia, buoni sentimenti e paternalismi umanitari attraverso cui il cinema italiano codifica sin dagli anni Ottanta l’esperienza migratoria  La rappresentazione delle migrazioni nel cinema italiano continua a restare piuttosto problematica. Ultimo esempio >…

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